Dalla stazione a monte della seggiovia, lo sgardo può ampiamente spaziare sul versante italiano e sul versante austriaco. La visibilità è buona tanto che riusciamo a scorgere all'orizzonte, oltre Villach, due laghi che scopriremo poi essere il Wörther See e l'Ossiacher See, nell'ordine il primo e il terzo lago per grandezza della Carinzia.
Occorre salire ancora di quota a piedi per raggiungere i 1.508 metri della cima del Monte forno segnalata dal caratteristico cippo dei tre confini (km 11,7), che troneggia al centro del prato che ricopre la vetta.
Sul pianoro in vetta sono presenti strutture di vario genere sul tema dei tre stati confinanti e alcune poco attraenti antenne per le telecomunicazioni. Ci sono alcune costruzioni in legno: una di queste 'nasconde', chiuso in una cassetta di metallo, il libro di vetta che, ovviamente, firmiamo.
La vista sulle Alpi Giulie da qui è limitata: per scorgere qualcosa tra gli abeti si deve scendere di pochi metri lungo il versante sloveno, rasentando la linea di confine. Raggiunto il duplice segnavia per trekking e mtb, ai piedi del quale si trova un curioso rilievo in metallo riproducente le Alpi Giulie, si può posare lo sguardo su Ratece e la Planica.
La giornata è ancora lunga e decidiamo di proseguire oltre Arnoldstein e oltre Villach in direzione dei laghi che avevamo scorto all'orizzonte. Giunti al bivio tra i due, scegliamo (un po' a caso) l'Ossiacher See. Ci rendiamo conto che il lago è davvero grande e ne percorriamo un breve pezzo di sponda con l'auto fermandoci di tanto in tanto per ammirare gli scorci e curiosare tra le varie attività che si svolgono intorno al lago.

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