La zona dei Laghi, immersa nella Foresta Millenaria di Tarvisio, è posizionata all’estremo angolo nord-orientale della penisola italiana, sotto il profilo geografico rientra già nel bacino danubiano ed è, in effetti, una porzione di Carinzia inclusa in territorio friulano.
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Lasciamo l'auto nei pressi del Ristorante Edelweiss sulla sponda ovest del lago inferiore di Fusine.
Superiamo, su un ponticello, il Rio del Lago e proseguiamo lungo sponda settentrionale del Lago inferiore fino alla Osteria Belvedere circondata da un area ristoro con numerosi tavoli in legno.
Le cime del Mangart, dello Strugova, della Veunza (vette delle Alpi Giulie) si specchiano nelle acque del lago.
Le cime del Mangart, dello Strugova, della Veunza (vette delle Alpi Giulie) si specchiano nelle acque del lago.
Dopo una sosta panino/disegno, ci lasciamo per un po' catturare dai movimenti dei germani reali e subito dopo iniziamo il giro.
Il sentiero che circonda i laghi viaggia a tratti vicino all’acqua e a tratti se ne allontata. In un punto, quando attraversa lo spazio che divide i due bacini, passa accanto a due massi erratici: uno è dedicato al geografo friulano Olinto Marinelli; l'altro (palestra di roccia), dedicato a Giulio Andrea Pirona, è fra i più grandi del genere in Italia: un colossale blocco di roccia, del volume di oltre 30 mila metri cubi, trascinato qui dai ghiacciai in epoca quaternaria.
Il nostro passaggio è a tratti accompagnato dalla pioggia: un temporale che imperla il lago ma che arriva lievemente sulle nostre teste protette dai fitti abeti rossi che ci offrono riparo.
Superiamo i 5 metri di differenza tra le quote sul livello del mare dei due laghi e arriviamo al Lago Sueriore che si apre meravigliosamente bello davanti ai nostri occhi. Il cielo sul Mangart non è sereno ma non del tutto grigio, alcuni raggi di sole illuminano la radura verdissima sulla sponda opposta dominata dalla malga più in alto. Nella conca risuonano i campanacci del bestiame al pascolo.
Iniziamo appena il giro del secondo lago ma senza completarlo torniamo sui nostri passi e scendiamo nuovamente al primo per scattare ancora qualche foto.
Prendiamo l'auto e raggiungiamo il parcheggio del Bar ai Sette Nani per un caffè. Scattiamo ancora qualche foto al lago superiore da questa prospettiva 'turistica' e facciamo rientro a casa proponendoci di tornare qui prima della nostra partenza.

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