giovedì 11 luglio 2013

11 luglio 2013 - quinto giorno di vacanza

Quinto giorno: Il programma della giornata prevedeva l'ascesa con la telecabina del Canin a Sella Nevea per raggiungere il sentiero botanico del Bila Pec. Avevo visto qui le foto e non vedevo l'ora di andarci. Abbiamo dovuto rinunciare perchè una volta arrivati a Sella Nevea abbiamo trovato l'impianto chiuso.


La tappa del pomeriggio è stata quindi anticipata a metà mattinata: altopiano del Montasio.
Il luogo, che dista solo 6 Km da Sella Nevea, è noto per le sue celeberrime malghe ed è una piacevole meta escursionistica in tutte le stagioni.

Lasciamo l'auto al parcheggio ed imbocchiamo il primo tratto del sentiero. La segnaletica CAI riporta una durata di 5 ore per il giro delle malghe. Decidiamo che è troppo per noi e optiamo per la salita al Rifugio di Brazzà lungo il sentiero CAI 622.
Il sentiero è poco frequentato, quindi abbastanza silenzioso da sentire i fischi delle marmotte ed individuarne la provenienza. Rintracciamo subito una coppia che perlustra un pascolo purtroppo recintato che non permette ulteriori avvicinamenti. Ci accontentiamo di scattare qualche foto e di fare qualche ripresa video.




In un'ora abbondante (dovuta alle pause fatte al pascolo delle marmotte) percorriamo i 150 metri di dislivello fino al rifugio che sfoggia una bellissima bandiera italiana spiegata al vento e chiede un contributo di 3€ per consumare il pranzo al sacco sui propri tavoli. Ci indignamo un po' e riprendiamo subito la discesa proponendoci di consumare i nostri tramezzini sdraiati sul prato. Scopriremo poi, una volta toranti a casa che il contributo è previsto dal regolamento CAI: non ci sembra comunque giusto ma almeno non era un abuso fatto dai gestori del Brazzà.



Lasciamo quasi subito la terrazza del rifugio (giusto il tempo di mettere sulla Moleskine il timbro commemorativo) e durante la discesa ci fermiamo a mangiare accanto al pascolo delle marmotte. L'ultimo tratto di discesa è disseminato di bestiame al pascolo che si lascia tranquillamente avvicinare e fotografare.


Lasciamo l'attrezzatura non più necessaria in auto e così alleggeriti saliamo alla malga più vicina lungo il sentiero che è stato percorso dalla 10^ tappa del Giro d'Italia di quest'anno.







Dopo aver fatto il pieno di formaggio di malga, torniamo all'auto e iniziamo il rientro a Tarvisio.
La strada provinciale SP76 che percorriamo segue la sponda nord-ovest del Lago del Predil.
Un cannone fa bella mostra di se davanti al Fortino Gola Aibl. La progettazione del forte risale al 1884 e faceva parte dello Sbarramento Passo Predil. La sua costruzione fu decisa per fiancheggiare il forte Lago Predil e difendere l'allora confine austro-ungarico da eventuali incursioni italiane. Lo troviamo conservazione abbastanza bene ma in un discreto stato di abbandono.



Dall'altra parte della strada, nel parcheggio dell'attuale scuola di windsurf, si trovano invece alcuni resti del Forte Lago Predil ben nascosti dalla vegetazione. L'unico pezzo bene in vista è il cannone posizionato in direzione del lago con la Cima Cinque Punte sullo sfondo.






Dopo altre due soste sulla sponda del lago, facciamo una deviazione verso il Passo del Predil (1156m), un valico alpino situato in prossimità del confine tra Itaila e Slovenia. Lungo la strada troviamo un altro fortino austriaco dalla parte italiana e la fortezza austriaca in corrispondenza del passo con il monumento ai caduti del 1809 (il passo infatti, è stato scenario di combattimenti durante le campagne napoleoniche, oltre che durante la Grande Guerra).



  
(vedi il primo, il secondo, il terzo e il quarto giorno)





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