giovedì 5 novembre 2015

Barcellona, ottobre 2015 - secondo giorno, prima parte

9 ottobre 2015:
Il secondo giorno a Barcellona inizia di buon'ora perchè alle 9,00 abbiamo la visita prenotata a Casa Milà (biglietto acquistato on-line sul sito ufficiale, 20,50€ a testa).
Prendiamo la metro L1 fino alla fermata Plaça de Sants e da qui la metro L5 fino alla fermata Diagonal. Usciamo proprio davanti a Casa Milà, dall'altra parte della strada.

La Pedrera è situata all'angolo tra Passeig de Gràcia e Carrer de Provença, è imponente ma l'aspetto è alleggerito dalla sinuosità delle forme. 






L'ingresso turistico non è dal portone principale in ferro battuto ma da un ingresso secondario su Carrer de Provença. Siamo in anticipo rispetto all'orario della visita che coincide con l'orario di apertura dell'edificio al pubblico e questo ci permetterà, insieme al 'salta-code' riservato agli acquisti on-line, di entrare per primi. Ecco, finalmente, il mio primo incontro con Antoni Gaudì.




La visita parte dal singolare cortile interno della struttura dal quale si viene guidati verso un ascensore che conduce direttamente al meraviglioso tetto della Pedrera.





Le torri di ventilazione, i comignoli e le uscite delle scale qui si trasformano in vere e proprie sculture, ricoperte da frammenti di ceramica bianca o sormontati da elmetti di guerrieri. Le forme ondulate di questo terrazzo sono la prova evidente che un'altra architettura è davvero possibile!






Ancora una volta non riesco a smettere di fotografare: le texture di Gaudì e le sue forme geniali catturano la lente. Avendo iniziato la visita al mattino presto, la terrazza è ancora quasi vuota e la luce del giorno ancora giovane, le poche nuvole presenti non disturbano, anzi, eliminano la maggior parte delle ombre: le condizioni sono quasi perfette.
E LEI è sempre più vicina. Ancora qualche ora e saremo insieme! 





 





Il tetto inizia a popolarsi e intuiamo che dobbiamo affrettarci a scendere se vogliamo ancora evitare la folla durante la nostra visita. Dopo il tetto, si visita la soffitta piacevolmente allestita con un piccolo museo sulle tecniche costruttive e progettuali di Gaudì: il suo genio non smette di stupirci.










Dalla soffitta si passa alla visita dell'unico appartamento visitabile della Pedrera e arredato con mobili d'epoca per far rivivere allo spettatore l'atmosfera che si respirava ai tempi della commissione di queste residenze.




















E' ormai tempo di abbandonare la Pedrera perchè un'altra visita programmata (e acquistata on-line 24,00€) ci attende alle 12,30. 
Ci sono ben due linee della metropolitana che fermano alla Sagrada Familia, ma noi scegliamo di raggiungerla a piedi passeggiando tra gli isolati dell'Eixample. Ne approfittiamo per una seconda colazione che ci ripaga della prima deludente da Starbucks. Troviamo finalmente un caffè decente e brioche fresche al Santagloria in Carrer d'Aragò.











Finalmente, dopo aver attraversato Avinguda Diagonal, arriviamo in Plaça de La Sagrada Familia. Ed eccola lì, maestosa, bellissima e meravigliosamente incompiuta. C'è chi pensa che le gru non andranno mai via dalla Sagrada Familia, pare siano diventate esse stesse simbolo nel simbolo della città.

Forse però il più bel dono fatto da Gaudì ai posteri non è tanto l'aver progettato la Sagrada Familia quanto di averla consegnata così incompiuta alle future generazioni: in accordo con la sua definizione di "architetto di Dio" ha consegnato un progetto, un potenziale, lasciando al libero arbitrio dei futuri architetti il compito di declinare la vita del tempio, indicando unicamente la direzione giusta da seguire. Non è forse tutto ciò estremamente simile alla vita di noi uomini? Un dono di Dio da vivere secondo l'inclinazione di ognuno ma verso la stessa direzione: il Cristo.




Arriviamo al cospetto dell'enorme cantiere, dal lato della facciata della Passione e giriamo attorno alla chiesa per raggiungere la facciata opposta, quella della Natività dove sono collocati gli ingressi per i visitatori con biglietti acquistati on-line. Il complesso è davvero imponente e brulica di visitatori, turisti e operai: i lavori sono in corso anche durante gli orari di visita!





Nonostante sia ormai ora di pranzo, la nostra scelta strategica per l'orario di ingresso si rivela presto abbastanza inutile. Dopo una breve sosta in Plaça de Gaudì a rinfrancarci sulle panchine e ad ammirare i pappagalli in libertà sugli alberi, ci avviciniamo all'ingresso e dopo aver superato i controlli di sicurezza e ritirato la nostra audioguida possiamo finalmente ammirare l'immenso Presepe incastonato nella facciata più antica.






Inutile dilungarsi qui nella spiegazione della infinita simbologia di questa chiesa, si potrebbero descrivere solo poche cose e forse anche non completamente. Rimando quindi al sito ufficiale della Sagrada Familia e a tutto il materiale che si trova in rete per chiarire il significato di ogni singolo elemento del tempio.
Già, perchè Gaudì non ha lasciato nulla al caso e davvero ogni singolo elemento costruttivo o decorativo delle facciate, dell'interno, delle vetrate, delle torri, dei portali... ogni elemento è lì perchè rappresenta qualcosa.

Nota di merito a chi ha voluto l'installazione del modello in bronzo della chiesa 'finita' che rende bene l'idea di ciò che già c'è e di quello che è ancora da venire e consente al visitatore di sognare già il suo prossimo viaggio per ammirare i progressi del cantiere.











Non si riesce a smettere di osservare i numerosi dettagli della facciata della Natività se non per lasciarsi incantare dal portale d'ingresso e perdersi alla ricerca dei numerosi alimaletti sparsi tra le foglie policrome.




Chi viene a visitare la Sagrada Familia 'volontariamente', cioè non solo perchè ha letto su di una guida turistica l'elenco dei principali monumenti di Barcellona ma perchè invece l'ha studiata sui libri la storia dell'arte, l'ha disegnata, sognata e desiderata per 20 lunghi anni, resta senza fiato quando intravede l'interno dalle vetrate in alto del portale.


In quel momento, mentre si è sulla soglia del portale, la voce dell'audioguida prepara il visitatore al suo ingresso nel tempio. Non ricordo le parole esatte ma questo era in sostanza l'invito dell'audioguida: "Gentile visitatore, stiamo per entrare adesso nella casa di Dio. Che tu sia un credente o un non credente, ricorda che questo è un 'tempio espiatorio' quindi concepito per liberarsi dei peccati e degli affanni della vita terrena. Se sei credente, confessali del tuo cuore a Dio che ti accoglie e sollevati col pensiero sino a lui. Se non sei credente, libera la tua mente dai problemi e dai pensieri negativi ed entra con rispetto in questo luogo di preghiera che ti accoglie e rinfranca il tuo spirito.

Per chi ha Fede, il quadro è completo: la luce del giorno che si irradia mirabilmente guidata tra gli 'alberi' delle navate, fa sentire nel cuore l'amore di Dio e la sua infinita misericordia.



















Seguendo il percorso dell'audioguida (al contrario), dopo aver percorso tutta la chiesa, usciamo dalla facciata della Passione.

Scarna e dura, sembra celare meno simboli e particolari della facciata opposta. Niente di più sbagliato, è solo una prima impressione: i gruppi scultorei sono ugualmente numerosi e altrettanto minuzioso e il portale da quest'altro lato. L'essere così lineare e austera è anch'esso un simbolo, in linea con il tema della morte e in contrapposizione alla vita rigogliosa della Natività.














La nostra visita alla Sagrada Familia prevede ancora una tappa: la salita alle torri della Natività, le più antiche, quelle 'viste' e 'toccate' da Gaudì stesso che non fece in tempo a vedere realizzate quelle della Passione.
Si sale con un ascensore posto in prossimità della Cappella della Madonna del Rosario e si viene condotti tra le due torri centrali in prossimità di un ponte di collegamento che passa appena dietro l'Albero della Vita.




Ed ecco un nuovo bellissimo panorama su Barcellona.
Questo è anche un bel punto di osservazione sul cantiere della chiesa. Si riescono a 'spiare' i lavori in corso anche durante la discesa all'interno delle torri che si fa rigorosamente a piedi e passando da una torre all'altra affacciandosi di tanto in tanto sui balconcini della facciata per ammirare il brulicare dei visitatori nel piazzale sottostante.




















Scesi dalle torri, siamo ormai arrivati al termine della nostra visita. Ci pesa salutare questa La Sagrada Familia ma un'altra meraviglia di Gaudì ci attende!
Dopo il pranzo ci concediamo ancora alcuni sguardi rivolti verso il fianco su Carrer de Provença mentre ci dirigiamo nuovamente su Caller de Mallorca.









Su Caller de Mallorca, al numero 376, troviamo un'isola felice: una caffetteria italiana, ma davvero italiana con gestore italiano e finalmente un caffè italiano!!! 









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