Sono molto indietro con la pubblicazione delle foto delle nostre vacanze.
Manca il mare della nostra bellissima Puglia.
Mancano le Dolomiti, le amate Dolomiti.
E ancora manca Gardaland e Genova e tanto altro ancora.
Ma non posso aspettare di postare due mesi di uscite per postare queste: gli scatti dell'ultimo nostro giro a Milano, programmato espressamente per visitare la Pinacoteca di Brera.
FINALMENTE! Non esagero se dico che erano almeno 20-25 anni che aspettavo di andarci e di trovarmi faccia a faccia con il Mantegna, con il Bramante, Hayes, Boccioni, Fattori.....
Durante il viaggio poi, è arrivata LEI. LA foto. Non una foto qualsiasi ma LA foto. Quella che appena la scatti, quasi la rubi, in un istante irripetibile capisci che te la porterai nel cuore per sempre, pietra miliare di tanti anni passati con la macchina fotografica al collo.
Ed è proprio da questa foto che voglio partire. Eccola:
Un gesto carico di emozione tra due sconosciuti in un treno della metropolitana di Milano. Mi scuso di aver spiato per un attimo il loro amore, di aver curiosato nella loro vita. In cambio prometto di custodire questo bellissimo attimo di tenerezza.
Qualcuno su Facebook mi ha suggerito di rendere pubblica la foto perchè è troppo bella per non farne avere una copia ai protagonisti della scena. Lo faccio qui ma credo sarà impossibile rintracciarli.
Appena arrivati alla stazione centrale ci siamo fiondati con la metro a Brera e abbiamo fatto bene perchè la visita qui, se fatta bene e con passione, richiede davvero tanto tanto tempo!
Affascinante l'intero palazzo di Brera che ruota intorno ad una monumentale statua di Napoleone.Un osservatorio, un orto botanico, una libreria storica, l'accademia di belle arti, la pinacoteca: uno scrigno pieno di tesori!
L'ingresso in Pinacoteca è da togliere il fiato: avanzando nel corridoio di ingresso le sale si aprono ovunque intorno a noi e si intravedono le opere e gli allestimenti. La scelta di venire a visitare Brera il 18 di agosto si rivela azzeccata: visitatori ce ne sono, ma sono pochi, abbastanza pochi da permetterci di sostare 'in solitaria' davanti ad un opera per interi minuti e ammirarla in silenzio e con l'attenzione che merita.
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| Pietà (Giovanni Bellini) |
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| Pietà (Giovanni Bellini) - dettaglio |
Ed eccoci finalmente al cospetto del Cristo morto del Mantegna. Opera rivoluzionaria per il punto di ripresa scelto dall'artista che mette in evidenza l'umanità del Cristo. Significativa la didascalia dell'opera:
"Avete mai visto un Cristo così? L'estremo scorcio del corpo è sconvolgente, quasi blasfemo. Non c'è speranza di resurrezione su quel tavolo freddo d'obitorio. Eppure la Sua presenza è molto intensa: le mani contorte, le ferite ormai secche, i lineamenti forti e le pieghe scolpite del sudario. Almeno Maria può piangere, mentre noi ci sentiamo intrusi, guardoni. Vi pare strano che questo dipinto non abbia mai lasciato lo studio di Mantegna? Chi avrebbe potuto comprarlo? Elui, come avrebbe potuto lasciarlo andare?" cit. Sarah Dunant
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| Cristo morto (Andrea Mantegna) |
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| Cristo morto (Andrea Mantegna) - dettaglio |
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| Predica di San Marco ad Alessandria d'Egitto (Gentile e Giovanni Bellini) |


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| Autoritratto (Umberto Boccioni) |
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| La città che sale (bozzetto) e Rissa in galleria (Umberto Boccioni) |
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| Ritmi di oggetti (Carrà) - dettaglio |
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| Ritmi di oggetti (Carrà) - dettaglio |
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| Giorgio Morandi |
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| Manzù e Severini |
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| Ragazzi che lavorano l'alabastro (Adriano Cecioni) |
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| Ritratto di Ettore Lega (Silvestro Lega) - Signora all'aperto (Giovanni Fattori) |
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| Testa di toro (Pablo Picasso) |
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| Cristo crocifisso (Cosmè Tura) |


Ed eccoci in un'altra fantastica sala, la sala XXIV. Tre pareti, tre capolavori.
Il primo, per me il più bello, il Cristo alla colonna del Bramante.
Indimenticabile l'incontro con gli occhi cristallini di quest'uomo coronato di spine, già ancorato alla colonna, lasciato da solo, triste ma sereno che attendere la fustigazione.
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| Cristo alla colonna (Donato Bramante) |
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| Sposalizio della Vergine (Raffaello Sanzio) |
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| Sposalizio della Vergine (Raffaello Sanzio) - dettaglio |
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| Pala Montefeltro (Piero della Francesca) |
Si procede con la visita fino ad un altro tesoro penalizzato, secondo me, da luci inadeguate e da spazio ridotto: troppo vicine le poltroncine che diventano da ostacolo a chi si allontana alcuni metri per sfuggire ai numerosi riflessi sull'opera.
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| Cena in Emmaus (Caravaggio) |
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| Natura morta con zucca pere e noci (Pitocchetto) e Portarolo seduto con cesta a tracolla, uova e pollame (Pitocchetto) |
La XXXV racchiude due inconfondibili, bellissime vedute del Canaletto e poi Tiepolo, Bellotto...
Dalle ultime due sale non vorrei mai più andare via, ma sedermi e restare a immaginarmi all'interno di queste opere: passare in strada e catturare con la coda dell'occhio il bacio appassionato di Hayes, ascoltare i discorsi delle donne sedute all'ombra del pergolato di Lega, gustare il meritato riposo di Fattori, ....
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| Triste presentimento (Girolamo Induno) |
Prima di abbandonare definitivamente la Pinacoteca e il suo palazzo, torniamo alla biglietteria per sottoscrivere la tessera temporanea e gratuita dell'associazione Amici di Brera che da diritto all'ingresso gratuiti per i prossimi 3 mesi alla Pinacoteca: magari capita l'occasione di ritornare!
Non può mancare prima di ripartire, il giro di rito attorno al Duomo, con un passaggio in Galleria, un caffè al 7°piano de La Rinascente e un disegno sulla inseparabile Moleskine.






















































































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