« Non c'è mondo per me aldilà delle mura di Verona: c'è solo purgatorio, c'è tortura, lo stesso inferno; bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo, e l'esilio dal mondo vuol dir morte. »
(William Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto III, scena III)
Sabato scorso, 14 dicembre, siamo tornati nell'amata Verona.
Patrimonio dell'umanità, ci accoglie sempre con la sua magica atmosfera carica di storia, arte, cultura, passione, vitalità. La giornata, fredda ma splendida, è stata serena fino a sera: al calare del sole
è scesa anche una nebbia molto fitta.
Entriamo come sempre nel centro storico attraversando i Portoni della Bra al di là dei quali
Shakespeare ci accoglie con il sguardo sognante diretto verso la città.L'itinerario poi si snoda sempre sullo stesso tracciato, senza mai stancare: si ammira incantati come bambini la cometa che dall'Arena si inarca a va a impreziosire la piazza, poi si prosegue lungo la lussuosa via Mazzini fino a raggiungere piazza delle Erbe nella quale svetta la Torre dei Lamberti.
Prima di entrare in piazza, svoltiamo a sinistra, diretti verso un piccolo cortile il cui si sentono tutte le lingue del mondo. E' il cortile della casa di Giulietta con il suo adorabile balcone, la sua statua e gli innumerevoli messaggi lasciati in ogni modo e in ogni posto. Messaggi d'amore e di speranza.
Il cortile è rovinato dalla presenza di un negozio di souvenir che è triste quasi come quelli che purtroppo si trovano al giorno d'oggi all'interno di alcune delle più belle chiese d'Italia.
"Un poeta visita sempre simili luoghi, pur essendo il primo a ridere della credulità del suo cuore"
(Heinrich Heine, visitando la Casa di Giulietta)
In questo piccolo spazio, mi sembra di non sentire più il brusio della gente ma le note della colonna sonora del film di Zeffirelli:


















































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