Raggiungiamo il parco da una strada diversa: solitamente entriamo nel parco da est, da Sala Baganza (percorso blu), sabato siamo entrati da ovest, da Pontescodogna attraversando Talignano.
A Talignano abbiamo visitato (purtroppo solo dall'esterno) la Pieve romanica risalente al XIII secolo, la cui facciata è arricchita da un bassorilievo attribuito all'Antelami. La Pieve si trova sull'antica via Romea, il famoso itinerario che conduceva i pellegrini del nord Italia e del nord Europa a Roma.
Il Parco dei Boschi non è solo parco e non è solo boschi ma anche laghi, tanti laghi e casini di caccia, ville e dimore estive. Oltre la metà degli oltre mille ettari del parco è ricoperta da boschi in buona parte costituiti da castagni e da faggi. E tanti funghi, oltre 400 specie rilevate.
Raggiungiamo il Casino dei Boschi, un edificio fatto costruire dalla duchessa Maria Amalia di Borbone tra il 1775 e il 1789 su progetto dell'architetto francese Petitot su un preesistente chalet di caccia. Nel 1819 fu aggiunto un lunghissimo colonnato con al centro il Casinetto, un edificio con orologio e torre campanaria, che ospitava il teatrino di corte.
Gli edifici sono chiusi al pubblico e in uno stato di abbandono sconfortante.

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